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Meglio "Senza Olio di Palma"

L’olio di palma è un comune ingrediente dell’industria alimentare, estremamente impiegato perché conferisce una idonea consistenza ai prodotti in cui è utilizzato (margarine, merendine, biscotti...).

Nessun alimento o ingrediente è definibile come "tossico" di per sé piuttosto gli eventuali effetti negativi sulla salute vanno misurati sulla base dei livelli di esposizione ad un preciso alimento, cioè quanto ne introduciamo giornalmente.

Si sconsiglia un eccessivo consumo dei prodotti contenenti olio di palma, perché:

  • presentano contaminanti, sostanze chimiche dannose per la salute che si originano dai processi di raffinazione degli oli vegetali. I livelli più elevati di concentrazione di tali contaminanti sono stati riscontrati nell’olio di palma.
  • presentano un alto contenuto in grassi saturi
  • coltivazioni di palma intensive hanno un impatto negativo sugli ecosistemi.

Contiene sostanze con probabile azione tumorale

La dott.ssa Helle Knutsen, presidente del gruppo EFSA incaricato degli studi, ha affermato che tali contaminanti sono genotossici e cancerogeni, ovvero hanno un effetto tossico direttamente sul nostro DNA, nonché possono causare il cancro. 1

Contiene molti grassi saturi

L’ olio di palma è un grasso vegetale, che deriva dalla polpa del frutto della palma da olio (Elaeis guineensis), contenente una elevata percentuale di acidi grassi saturi.

L' olio di palma, insieme all'olio di cocco, presenta un contenuto di acidi grassi saturi superiore alla maggior parte degli altri grassi usati in alimentazione. 3

tipo di olio % grassi saturi in 100g
olio di girasole 11,24
olio di sesamo 13,15
olio di soia 14,02
olio extra vergine di oliva 14,46
olio di mais 14,96
olio di germe di grano 15,6
olio di oliva 16,16
olio di arachide 19,39
olio di palma 47,1
olio di cocco 86,8

Una vasta letteratura scientifica ha messo in evidenza l'associazione tra consumo in eccesso dei grassi saturi con l' aumento del rischio di malattie cardiovascolari, di infarto e di malattia coronarica 4 5.

Pertanto è bene seguire la raccomandazione di mantenere l'assunzione di grassi saturi al di sotto del 10% dell'energia che dobbiamo assumere giornalmente con l'alimentazione. 6

Chi è più a rischio?

Tutti i consumatori, di qualsiasi fascia, sono a rischio a seguito di una elevata esposizione, ma ancora più a rischio sono le fasce più giovani (neonati e bambini), dove anche le esposizioni medie rappresentano un potenziale pericolo per la salute. A seguito degli studi condotti, è possibile affermare che i limiti di assunzione consentiti sono superati dalla “normale” alimentazione (biscotti comuni, merendine....).1

Che effetto sull'ambiente hanno le coltivazioni di palma?

L'uomo, per rispondere alla domanda crescente di olio e grasso di palma, sta sacrificando le foreste tropicali a favore delle piantagioni, causando deforestazione e esaltando il fenomeno dei gas serra.2. Alcuni produttori però, seguono disciplinari di produzione sostenibile che prevedono attività di riforestazione.

Come devo fare per evitarlo?

Attenzione alle etichette! Cerca prodotti che non contengono olio di palma tra gli ingredienti, riducendo l’assunzione dei contaminanti, prediligendo prodotti con ingredienti più sani.

Bibliografia - Mostra le fonti attendibili di questo articolo »

  1. Risks for human health related to the presence of 3- and 2-monochloropropanediol (MCPD), and their fatty acid esters, and glycidyl fatty acid esters in food EFSA Panel on Contaminants in the Food Chain (CONTAM). EFSA journal 2016 

  2. How will oil palm expansion affect biodiversity? Emily B. Fitzherbert et al - Trends in Ecology e Evolution, Volume 23, Issue 10, p538–545, October 2008 

  3. http://nut.entecra.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html?alimento=olio&nutriente=tutti&categoria=tutte&quant=100&submitted1=TRUE&sendbutton=Cerca 

  4. Sacks FM, et al. (2002) “Randomised clinical trials on the effects of dietary fats and carbohydrates on plasma lipoproteins and cardiovascular disease”. Am J Med 

  5. Mozafarian D et al. (2010) “Saturated fats and cardiometabolic risk factors, coronary heart disease, stroke and diabetes: a fresh look at the evidence”. Lipids 

  6. LARN IV revisione, 2014 



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